Tre nuovi palombari della Marina, dopo una selezione durissima, vestono il basco blu

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Si è tenuta ieri la cerimonia per la proclamazione dei tre nuovi palombari che hanno indossato il basco blu.


Ci sono tre nuovi palombari tra le fila del reparto specialistico della Marina militare. Tre giovani che hanno raggiunto la fine del corso e meritato di vestire il basco blu, dopo una selezione durissima.
Nel giorno in cui si festeggiano i novant’anni dell’istituzione di questa specialità in seno alla Marina Militare, si è svolta alle Grazie (già Città dei Palombari), presso il Comando Raggruppamento Subacquei e Incursori (COMSUBIN), la cerimonia di conferimento dei brevetti da palombaro agli allievi del corso ordinario 2022.

L’evento si è svolto la presenza del sottosegretario alla Difesa, Matteo Perego di Cremnago, insieme al sottocapo di stato maggiore della Marina Militare, ammiraglio di squadra Giuseppe Berutti Bergotto.
In questo luogo densissimo di tradizioni, di cui sono e siamo profondamente orgogliosi, tradizioni di cui si dovrebbe parlare anche nelle scuole, abbiamo assistito alla consegna del tanto ambito basco blu – ha detto l’On. Perego di Cremnago durante il suo discorso – tradizionale tratto distintivo dei Palombari della Marina, che ha ufficialmente proclamato l’ingresso nel Gruppo Operativo Subacquei di 3 nuovi operatori. Considerando il gruppo iniziale di 26 militari idonei e ammessi ad iniziare il corso, si può ben capire quanto duri e selettivi siano stati gli 11 mesi di formazione per accedere a questa componente di eccellenza della nostra Marina Militare“.


I Palombari del Comsubin sono un punto di riferimento mondiale, una vera e propria eccellenza. Sono in grado di intervenire a 300 metri di profondità grazie a speciali apparecchiature o sino a 1.500 metri di profondità con avanzati veicoli subacquei filoguidati dalla superficie. Sono i tecnici del lavoro e del soccorso sotto il mare, anche garantendo il monitoraggio delle infrastrutture strategiche nel dominio subacqueo, comprese le condotte sottomarine.

Il sottocapo di stato maggiore della Marina Militare, ammiraglio Giuseppe Berutti Bergotto, ha spronato i palombari affermando: “Avete affrontato il percorso di conseguimento del basco blu con slancio e sono certo che il periodo già trascorso al Varignano ha rafforzato nel vostro animo le motivazioni e gli ideali che a suo tempo vi hanno indotto a scegliere questa specialità. Vi esorto ad impegnarvi sempre con professionalità, grande generosità d’animo e spirito di servizio”.



Mi rivolgo a voi allievi del corso 2022 – ha detto il contrammiraglio Massimiliano Rossi, comandante del COMSUBIN – siate sempre degni eredi dei nostri padri fondatori e ricordate che grazie all’addestramento continuo, allo spirito di corpo ed al senso di appartenenza alla categoria, potrete scrivere la vostra storia nella Forza Armata e nella componente. Oggi per voi inizia un viaggio in un mondo bellissimo, ricco di sfide entusiasmanti che ogni giorno vi vedranno messi alla prova nel corpo ma soprattutto nello spirito. Ricordate sempre che gli occhi del palombaro sono le mani, affidatevi quindi alle sapienti e ruvide mani dei vostri colleghi più anziani per assorbire come spugne nuovi insegnamenti e nuovi modi di fronteggiare le inevitabili difficoltà“.

Tanta tradizione nella cerimonia che si è svolta nella base del Varignano. Un connubio fra presente e passato, tra la classicità e modernità. Esposti scafandri di un tempo con scafandri moderni, ma soprattutto si è esaltata la particolarità della formazione del palombaro italiano che per certi aspetti è rimasta immutata nel tempo favorendo la capacità dell’uomo su quella della tecnologia. È per questo che i palombari italiani sono gli unici al mondo ad utilizzare alcune tecniche che consentono di operare per lunghi periodi sul fondo del mare mantenendo gli operatori in un assetto speciale, in camera iperbarica, ed evitando il rischio di embolie.

Oggi i palombari della Marina Militare sono costantemente impegnati per attività tecniche e di bonifica in tutti i mari italiani, oltre che nei fiumi e nei laghi, ma sono anche impegnati in molte missioni all’estero punto su ogni nave della Marina vi è una coppia di palombari in grado di garantire interventi tecnici e logistici unici. Poi vi sono uomini impegnati nelle attività di controllo e monitoraggio di tutte le reti sottomarine, comprese le condotte del gas che collegano l’Italia con il Nord Africa. Ed infine due palombari sono impegnati proprio in queste ore in una missione scientifica al Polo Sud, raggiungendo luoghi in cui l’uomo non è mai potuto andare.

Si può diventare Palombari attraverso la frequenza di un corso della durata di un anno a cui possono accedere gli ufficiali, i marescialli, i sergenti ed i graduati in servizio permanente o raffermati fino al compimento del trentesimo anno di età. Inoltre i giovani che vogliono intraprendere direttamente questa affascinante carriera, possono farlo come Volontari in Ferma Iniziale (VFI) attraverso il concorso recentemente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e aperto fino al 10 marzo 2023.

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